Ciao, come stai?
Intanto intorno a noi tutto accelera: sono iniziati i Mondiali, il mondo della comunicazione si è incontrato alla 73ª edizione del Cannes Lions, e, nel mezzo, tante Spin-to Good News che portano una (tanto agognata) ondata d’aria fresca.
Partiamo dall’identità, quella dei brand, non la nostra crisi esistenziale da caldo. Citroën non si chiama più Citroën, almeno per ora: per celebrare la nuova campagna globale con Omar Sy (quello di Quasi Amici) il marchio diventa Sytroën. Il gioco di parole che ci piace. Di identità, in altro senso, si parla anche con Beauty League: Cristina Fogazzi di VeraLab e Clio Zammatteo di ClioMakeUp hanno lanciato una mini-serie in quattro episodi su YouTube e una capsule collection di Lip Kit. Lo scontro tra titani del beauty che ha fatto breccia nei cuori di tutti noi e momento apicale di un settore che ha sempre cercato di metterle una contro l’altra. Di contro, Chiara Ferragni nazionale si riaffaccia al settore con una linea di body care che lascia a desiderare.. paraffina e parabeni come parole d’ordine e fan scontenti a cui il packaging aesthetic non basta più.
Intanto Instagram ci delizia con un aggiornamento che permette di inserire una didascalia diversa in ogni slide di un carosello, piccola modifica, grande impatto per chi vive di storytelling visivo. E sul fronte digitale le cose si fanno serie: Google sta diventando Gemini. L’interfaccia si trasforma progressivamente, con la possibilità di interagire con la barra di ricerca come con qualsiasi chatbot AI. I nostalgici diranno no, ma noi comuni mortali un bel sì, perché è inutile far finta di niente, le domande a Google le facciamo tutti.
Ormai è tradizione: anche giugno ha il suo animale guida. Ed è Merlin, l’anatra domestica diventata mascotte non ufficiale della nazionale messicana, che ha sfilato per le strade di Città del Messico per festeggiare la vittoria all’esordio contro il Sudafrica. Sempre in tema Mondiali, la FIFA ha imposto a Levi’s di coprire il proprio logo all’interno e all’esterno del Levi’s Stadium, ribattezzato San Francisco Bay Area Stadium per l’occasione, perché non sponsor ufficiale della competizione. Peccato che dietro ogni divieto si celi un’ottima campagna di comunicazione: l’effetto domino ha trascinato brand come Chiquita e Gillette, e il logo nascosto ha fatto più notizia del logo in vista. E poi c’è Lumumba: da anni si presenta alle partite della Repubblica Democratica del Congo con la stessa immancabile posa, immobile, impettito e sguardo sul campo. Da qui il soprannome di “tifoso-statua”. Un personaggio talmente autentico da diventare, inevitabilmente, una campagna.

Media Relations: l’AI come nuovo collega
L’intelligenza artificiale non è più un semplice supporto operativo: entra a far parte del team. Dall’analisi della reputazione alla stesura di comunicati e media list, l’AI si afferma come partner strategico delle PR. Ma la differenza continua a farla il fattore umano: autorevolezza, relazioni e senso critico restano gli asset che nessun algoritmo può sostituire.
Digital Strategy: il remix è il nuovo originale
Tra revival anni 2000, meme e riferimenti pop, il digitale abbraccia la nostalgia. I brand riscoprono linguaggi familiari e li reinterpretano in chiave contemporanea, trasformando contenuti, trend e formati in remix creativi. Più che inventare da zero, oggi vince chi sa rielaborare ciò che le community già amano.
Visual Design: perfettamente imperfetto
La perfezione lascia spazio all’autenticità. Layout irregolari, texture materiche, lettering spontanei e dettagli volutamente “difettosi” diventano il nuovo linguaggio visivo. L’imperfezione non è un errore, ma una scelta progettuale che rende i brand più umani, riconoscibili e memorabili.

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Ogni anno a giugno, mentre il settore si ritrova sulla Croisette a premiare le migliori campagne del mondo, i brand approfittano per raccontarsi, non con uno spot, ma con uno spazio. Beach, cabana, sottomarini e villaggi francesi finti: ecco le attivazioni più parlate del festival.
Spotify Beach festeggia undici anni sulla Croisette e non si vede. Di giorno panel su fandom e cultura, di notte concerti e vita notturna. In mezzo, un froyo bar dove costruire il proprio profilo Spotify in forma di frozen yogurt e cartoline “Prompt Your Playlist” da spedire a casa.
Undici edizioni, zero segni di stanchezza.
Canva Creative Cabana torna per il secondo anno con un’impronta ancora più grande: piscina vera sul main stage, gelateria “Find Your Brand Flavor”, confetti shower, surf shop e un Post Card Parlour per mandare cartoline fisiche nel 2026. Il messaggio di fondo è semplice quanto controcorrente: in un mondo AI-driven, la connessione umana conta più che mai.
E una piscina sulla spiaggia di Cannes lo dice meglio di qualsiasi slide.
Adobe Creator Beach debutta come primo headline partner di LIONS Creators con uno spazio dietro il Palais dedicato interamente ai content creators: stage, studio podcast, sala montaggio, aree networking e attivazioni che vanno da Pinterest Visual Search a journal personalizzati stampati sul posto.
Content creation a regola d’arte.
Yahoo Explorers Society porta sulla spiaggia un sottomarino viola gigante ispirato a Jacques Cousteau, perché se devi presentare un nuovo motore di ricerca AI, tanto vale farlo con stile. Lo spazio fa da vetrina per Yahoo Scout e chiude con una serata con Tiësto.
L’attivazione più scenografica del festival, senza discussioni.
Amazon Port ricrea un villaggio francese finto sulla Croisette con storefronts lungo un immaginario “Le Boulevard d’Amazon”, ognuno dedicato a una proprietà diversa: Twitch, Prime Video, ciascuno con il suo momento esperienziale.
L’imbarazzo della scelta per gli appassionati.
| Le Spin-to Good News di giugno finiscono qui! Ci vediamo il prossimo mese con nuove notizie!🔥 |
